Era la partita X per I Magnifici Cambusa. L’incognita per eccellenza, nonché quella che avevano segnato in calendario da tempo. X perché non solo non si aveva la minima idea di chi fossero gli avversari e quale fosse la loro preparazione tecnico atletica, ma X anche perché non si aveva la percezione chiara neanche della preparazione dei Magnifici stessi. Compagine con diversi elementi nuovi e giovani volti, tutti alla loro prima partita ufficiale assieme.
E in effetti le difficoltà vengono fuori subito. Il primo tempo registra un secco 0 – 2 per In Sport Cesano con I Magnifici che ottengono solo pali e parate. Nel secondo tempo il vento cambia e la sinergia di vecchie volpi, con gli ingressi di Ludo e del Capitano, con quella di giovani boa creativi, Pamba e Gio, consente ai Magnifici di ribaltare il risultato portandosi sul 3 – 2. Troppo poco per rilassarsi, infatti l’inizio del terzo tempo è una doccia fredda: 3 – 3 e tutto da rifare. Ma I Magnifici non si demoralizzano e con sagacia e arguzia bucano il portiere avversario per altre 4 volte negli ultimi due quarti senza consentire agli avversari di fare ancora male. Per la verità questi ci provano anche, ma sulla loro strada trovano un Guido in versione pullman a due piani che non concede davvero nulla, compiendo interventi degni di un vero fuoriclasse.
7 – 3 e morale alto. Ma c’è ancora tantissimo da fare.
Guido Zavanella: 8.5. Man of the Match. Blocca 14 tiri su 17, e di questi, almeno 3 sono a botta sicura. È il principale artefice della vittoria, ultimo baluardo di un fortino non sempre difeso a dovere
Giovanni Bella: 7,5. Guadagna 4 espulsioni, segna un gol, sigla un assist, combatte come un leone in cerca della sua bistecca cruda. Insomma, è la versione migliore di sé. Tra i migliori
Marco Zuliani: 7. Compensa il brutto errore sul passaggio che poteva costare l’1 – 3 ai Magnifici con una seconda parte di gara all’insegna dell’ordine e della calma. Disegna una parabola perfetta per il rigore conquistato da Ludo e si toglie pure lo sfizio del gol sul finale. A fine partita i pugnetti alzati dimostrano la sua soddisfazione. E ci piace
Luca Breschi: 7.5. Veste per la prima volta in assoluto la calotta dei Magnifici e subito fa capire che il braccio è caldo e non esiterà a usarlo. I due gol sono il giusto premio per una prestazione attenta dove l’unica sbavatura è l’espulsione presa, comunque molto dubbia
Luca Bernabè: 6.5. È vero, nella prima azione si fa fregare il pallone da dietro ma la responsabilità non è solo sua, ma di tutta la squadra che non gli ha chiamato l’uomo, coach compreso. Poi si riprende e non sbaglia più niente, sia fuori ruolo che da posizione due. La superiorità più importante della gara, che ha portato sul 4 – 3, la prende lui
Gian Marco Rausse: 6,5. È il Giamma che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi. Distratto in alcune situazioni ma fisico e reattivo in altre. Un gol in superiorità e l’assist a Gio gli fanno comunque superare l’esame della prima prova Magnifici
Ludovico Cassani: 7.5. Quando è in acqua I Magnifici girano nel verso giusto e in difesa sono più solidi. Non finisce sul tabellino dei marcatori ma è come se ci fosse anche lui. Ancora perfezionabile in alcune fasi del gioco
Alessandro Maenza: 6. Il gol (mezzo gol diciamo) lo salva da una prestazione non sempre attenta. L’azione in superiorità stessa, da cui scaturisce il suo gol, lo vede tirare in maniera affrettata e poco precisa. Il gol è pura fortuna… che comunque premia gli audaci. E l’audacia, questo va detto, non gli manca di certo
Luca Vignati: 6. Al suo esordio tra i grandi, dice la sua e in difesa è pressoché impeccabile. Il nodo della matassa è in avanti dove le sue scelte non sono sempre ponderate a dovere
Carlo Rainone: 7. Conquista e sigla il rigore che lancia I Magnifici verso la vittoria. In generale, quando è servito bene, è sempre pericoloso, tanto da guadagnarsi altri due rigori, di cui uno plateale, non fischiati. Quando si tratta di tornare, invece, la sua lentezza si fa sentire e spesso e volentieri ci si trova in inferiorità. Bisogna risolvere questa difficoltà
Fabrizio Firinu: 6,5. È arrugginito e si vede, ma risponde presente alla chiamata del coach e la sua presenza si fa sentire. Quando si tratta di servire il compagno libero in superiorità, poi, torna il Fabri che abbiamo imparato a conoscere in questi anni
Pascal Rossi: 6,5. Si fa vedere solo quando deve e in difesa è implacabile. Manca la rabbia agonistica in avanti, ma fa di tutto per esserci e questo è già tanto
C- Fabio Lo Giudice: 6. Compie un paio delle sue capitanate ma tiene nella borsa la sciarpa che gli è tanto cara. Lotta da veterano quale è e, seppur assolutamente incoscientemente, serve un assist d’oro per il rigore di Pamba
Coach: 7.5. Riesce a orchestrare una squadra che si conosce poco e a creare un clima in cui ognuno è sereno di esprimere la propria pallanuoto. Serve maggior attenzione nei cambi e nelle indicazioni per la costruzione del gioco


