Campus Team Pavia Vs I Magnifici

Campus Team Pavia 8 - 8 I Magnifici
25 Mag 2025 - 19:15Piscina Seregno

Ci sono due modi di congedarsi da un campionato che ci ha visto, all’ultima giornata, già retrocessi e senza più nulla da dire. Il primo è quello di mostrarsi il più distaccati possibile, dando l’idea di non essere interessati alla cosa perché si sta già pensando ad altro. Il secondo è quello di presentarsi determinati a fare bene, quantomeno per svegliarsi il mattino successivo, guardarsi allo specchio e dirsi una volta per tutte che non esistono sfide impossibili, esistono solo quelle facili e quelli difficili e sta sempre a noi saperle approcciare. E questo non vale solo per la pallanuoto. Se è vero che questo sport deve avere una funzione educativa, allora diciamocelo una volta per tutte: servono le sconfitte, servono le vittorie e a volta servono anche i pareggi. L’importante è saper sfruttare questi risultati in vista delle sfide future. 

E certamente domenica qualcosa l’abbiamo imparato: a non arrenderci, a saperci incazzare anche quando ormai il risultato è irrecuperabile, o quantomeno gli avversari pensano sia così. A crederci, anche se non conta niente. Soprattutto quando non conta niente. Che poi, siamo sicuri che non contasse nulla? Davvero potevamo congedarci dalla lega pro senza dimostrare a chi questo campionato l’ha raggiunto con le unghie e con i denti, che possiamo anche retrocedere, ma che con la terza in classifica ce la giochiamo alla pari? E mannaggia a noi che non avevamo ancora 30 secondi di gioco perché con quello spirito le partite le vinci pure. Anche e soprattutto se a metà secondo quarto sei sotto 0-6 ed è iniziata una guerra civile tra portiere e resto della squadra. Anche quando hai un giocatore in procinto di sboccare e un altro che ha da poco finito di avere la sciolta.

È lì che l’occasione fa l’uomo magnifico. E sempre sia così.

Simone Salvo: 8. Al netto del rigore, decisivo, parato, ha il merito di dare la sveglia a degli animali dormienti. Minaccia addirittura di fare le valigie e andarsene a metà partita. Ah, che belle scene!

Giulio Maiocchi: 8. In versione biondo platino ci piace ancora di più. Si prende due rigori magistrali e sbaglia due gol giganteschi. Ma la sua presenza è fondamentale per aprire spazi e far salire la squadra

Alberto Marengo: 7. Non è più abituato a non subire espulsioni e appare disorientato. È la versione pratica e concreta dello chef che abbiamo imparato a conoscere in questi anni: qualità forse meno ricercata ma piatti abbondanti sempre e comunque

Daniele Fusto: 8,5. Colleziona solo 5 assist perché almeno altri 2 vengono sprecati malamente. Si punzecchia con Simo e mai tale lite fu più utile

Lorenzo Vignati: 7. Copre un minutaggio più o meno pari ai minuti di allenamento di tutto l’anno. È talmente disordinato che crea confusione nella difesa avversaria seminando il panico e creando spazi. Qualcuno ha provato a complimentarsi con lui, ma lui non ha capito il perchè

Andrea Cruciani: 6. Chi ha visto il film con Sean Pean “Dead man walking” può avere un’idea della frenesia e della pomposità con cui Crudino è giunto sul piano vasca, frizzante almeno quanto quella che ha avuto nel toccare, suo malgrado, l’acqua. Lo sforzo più grande lo compie per buttarsi in acqua per l’urlo finale. È lì che offre la sua miglior prestazione

Filippo Morelli: 8,5. È talmente protagonista che deve uscire dall’acqua per far girare la squadra. Quando rientra quasi non riconosce i compagni: passaggi giusti, fraseggi corretti, tiri nello specchio. Si ringalluzzisce talmente tanto che riesce anche a divertirsi

Matteo Scarduelli: 8. Il rigore causato a inizio partita e la seconda espulsione guadagnata dopo altri 3 minuti fanno subito pensare a una partita tipo del Cecchino Scarduelli. Anche i due/tre tiri sparati a caso ce lo fanno riconoscere molto bene. La destabilizzazione avviene nel secondo tempo quando piazza la doppietta della speranza per concludere poi con il primo rigore segnato nella sua carriera. Completamente irriconoscibile

Marco Trabacca: 6. Preso a schiaffi a destra e a manca, esce anzitempo per limite di falli e di minchiate messe sul piatto. Una prestazione non tra le più memorabili ma che fa comunque scuola

Pascal Rossi: 7. Certi scatti proprio non ce li ricordavamo. Certe controfughe poco hanno a che vedere con quest’uomo dalla pancia pronunciata e che il suo ultimo gol l’aveva segnato quando le sue guance erano completamente glabre. Vuol dire che c’è davvero speranza di redenzione per tutti

Giovanni Bella: 6. Sufficienza politica per aver scovato dal cappello il Mannarino di Seregno anche se l’aggiunta di verdurine e caciocavallo ce la deve ancora spiegare. Tra fuorigioco, controfalli e altre cagate varie, riesce a giocare una partita forse addirittura al di sotto dei suoi standard, ma visto che quest’anno non si sono mai dati voti, gli diamo un 6 in modo che tutti possano pensare che la sua media voto quest’anno si sia avvicinata anche al 7

C – Dario Di Cesare: 9. Vederlo segnare in schiacciata e poi sparare un bestemmione intramuscolare è un qualcosa che fa bene al cuore e al morale. Se davvero le premesse raccontavano di una giornata passata sul cesso, beh, allora diciamo questo: che tu possa cagare sempre a spruzzo caro amico, se il risultato sono queste partite giocate con forza e perseveranza. Se poi si concludono con il gol del tuo pareggio a 10 secondi dalla fine, beh, sciolta per tutti, grazie